Non si placa la protesta degli operatori call center di Dolomiti Energia. Riuniti in Piazza Dante su invito di Fiom Cgil, per contestare la nuova doppia gara d’appalto con cui il colosso energetico trentino intende rinnovare la gestione di un servizio, oggi affidato a due società diverse: la prima è Gpi, azienda trentina che conta più di 50 impiegati call center dislocati fra Trento e Milano. La seconda è Numero Blu, con altri 20 addetti sempre nel capoluogo lombardo. Nel nuovo bando di gara, lanciato a novembre scorso, Dolomiti Energia ha previsto che entro il primo anno dall’aggiudicazione le due società subentranti si scambino il lavoro senza vincoli nei confronti degli impiegati. Gpi al momento gestisce l’appalto più corposo, applicando il contratto nazionale metalmeccanici: a gara conclusa, entro un anno passerà sotto la gestione della subentrante di Numero Blu, che invece applica il contratto nazionale telecomunicazioni, più povero del precedente, visti i 500 euro in meno di busta paga mensile. Dolomiti Energia ha escluso la possibilità di tagli e delocalizzazioni, senza però convincere i sindacati. Da qui la richiesta di annullare il bando di gara e ripartire da zero. La nuova mobilitazione, spalleggiata da consiglieri provinciali democratici e autonomisti, avviene nel giorno della prima udienza sul ricorso al Tar presentato da Gpi, d’accordo con lavoratori e sindacati sulla necessità di stoppare la gara.