Il 2026 inizia con un’immane tragedia. Le autorità svizzere hanno proclamato cinque giorni di lutto per la strage dei ragazzi, così è stato ribattezzato il drammatico evento al Crans Montana in cui hanno perso la vita almeno 40 giovanissimi che avevano scelto di partecipare alla festa di Capodanno nel locale “Le Costellation”, nella nota località sciistica elvetica. Il devastante incendio scoppiato attorno all’una e trenta del primo gennaio, per cause accidentali, ha seminato panico e morte tra i minorenni e i poco più che maggiorenni presenti. Un vero e proprio bilancio di guerra ancora in evoluzione quello della notte di San Silvestro elvetica: 119 i feriti, 113 quelli al momento identificati tra loro due italiani che versano in gravi condizioni in Svizzera e tre ricoverati al Niguarda, 6 i dispersi che potrebbero aggiungersi al numero delle vittime della strage. Un’inaccettabile tragedia, chi è sopravvissuto all’inferno di fuoco o i familiari delle vittime rischiano di riportare conseguenze emotive profonde. Sul posto tra i primi professionisti italiani inviati, due psicologi trentini che stanno offrendo supporto psicologico ai familiari, amici e conoscenti delle vittime, dei dispersi e dei feriti. Una strage che poteva essere evitata. Secondo lo scatto ripreso da diversi media, si ritiene che il rogo sia stato causato da delle fontane luminose legate al collo di bottiglie di champagne tenute in alto da alcuni giovani. La tragedia del cantone vallese apre una riflessione sulla sicurezza nei locali. Confesercenti rassicura. “In Trentino l’attenzione è alta, anche a livello provinciale con la nuova misura per incentivare l’acquisizione e l’adeguamento di impianti di sicurezza”, afferma Federico Rigotti vicepresidente Fiepet. Nel frattempo in Svizzera si indaga per incendio e omicidio colposi.