In Italia circolano 701 auto ogni mille abitanti e il parco veicoli ha superato i 41 milioni, il dato più alto dell’Unione europea. Secondo l’Ufficio studi della CGIA, quasi un’auto su quattro ha oltre vent’anni, una quota che colloca il Paese tra i più “anziani” d’Europa. Un contesto che farebbe pensare a un mercato florido per le officine, ma negli ultimi dieci anni gli autoriparatori sono scesi da 83.705 a 75.284 (che equivale a un calo percentuale del 10,1%). La contrazione è diffusa, anche dove le vetture aumentano in modo marcato. In Trentino-Alto Adige il parco auto è cresciuto del 58,6%, superando 1,29 milioni di mezzi, anche per effetto delle immatricolazioni societarie e del noleggio – un dato che in Italia è secondo solo alla Valle d’Aosta, dove l’aumento supera il 61%. Nello stesso periodo le officine in Trentino Alto Adige sono però diminuite del 2,3%, segnale di una trasformazione strutturale del comparto. Più marcata la tendenza in provincia di Trento, dovele imprese sono scese del 3,9%, mentre a Bolzano il calo è stato dello 0,4%. Pesa l’aumento dei costi di gestione, tra energia, affitti e obblighi ambientali sempre più stringenti. Incide anche la crescente complessità tecnologica delle auto moderne, che richiede investimenti onerosi in strumenti e formazione. A ciò si aggiunge la difficoltà a trovare giovani disposti a subentrare nelle attività artigiane.