Dal centro antiviolenza a Piazza D'Arogno. Anche a Trento, come in tutta Italia, centinaia di persone hanno sfilato in corteo controle modifiche alla legge sul consenso introdotte dalla senatrice leghista Giulia Bongiorno, approvate a maggioranza in Senato. Il cosiddetto "DDL Stupri" interviene sul testo dell'art 609 Codice Penale italiano, che punisce il reato di violenza sessuale: la proposta di Bongiorno prevede di abolire il concetto di "consenso esplicito", introducendo al suo posto quello di "volontà contraria". Netta la risposta delle associazioni femministe, con manifestazioni di dissenso in tutto il Paese, Trentino compreso: "Nei prossimi giorni verranno depositati, a ogni livello istituzionale (dai Comuni al Consiglio Provinciale), ordini del giorno e proposte di voto per impegnare le istituzioni locali a sollecitare il Parlamento, affinché la riforma della normativa sulla violenza sessuale non subisca arretramenti" si legge in una nota firmata Donne Democratiche del Trentino, presenti anche loro alla manifestazione del 15 febbraio.