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Trento, nel 2006 anarchici tentano di rubare la Fiamma

Giovedì 29 Gennaio - 08:06

È bastato un attimo: le urla dal megafono, una spinta e poi strattoni e ressa disperata per salvare la fiaccola, simbolo sacro di pace, unità e fratellanza che unisce i popoli. Il 23 gennaio 2006 Trento visse uno dei momenti più critici e discussi del passaggio della fiaccola olimpica di Torino 2006. Per la prima volta nella storia del viaggio della Fiamma, la torcia venne strappata dalle mani di un tedoforo ufficiale. In pieno centro, lungo via Mazzini, un gruppo di anarchici mise in atto una protesta contro i Giochi Olimpici, cui si opponevano per motivi politiche e ideologiche, contestandone costi, sicurezza e modello. La vittima dell’aggressione fu Eleonora Berlanda, mezzofondista trentina e quattro volte campionessa italiana, diretta verso piazza Duomo. Otto manifestanti, muniti di striscioni e megafono, accerchiarono l’atleta. Quattro di loro si avventarono contro la tedofora, riuscendo a sottrarle la fiaccola. Berlanda reagì con determinazione e inseguì l’aggressore. La sua resistenza consentì l’immediato intervento dei runner di scorta e delle forze dell’ordine. Uno degli anarchici fu bloccato dopo pochi metri insieme ad altri tre, mentre altri quattro riuscirono a fuggire tra la folla. La fiaccola venne recuperata ancora accesa e il corteo riprese il suo cammino. Con circa venti minuti di ritardo, la Fiamma giunse in piazza Duomo. Qui fu acceso regolarmente il tripode, chiudendo una giornata destinata a entrare nella storia olimpica.

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