Alle 13.30 di domenica 4 gennaio si sono infrante le speranze di chi contava di ritrovare in vita l’esperto escursionista Simone Dal Bon, momento in cui il corpo esanime è stato ritrovato in un canalone delle Piccole Dolomiti. Il suo corpo è stato trovato in un canale innevato sotto Punta Favella nel gruppo del Pasubio, sul versante veneto. La dinamica dell'incidente è in fase di analisi da parte delle autorità competenti; è possibile che sia stata fatale una scivolata di oltre 150 metri lungo un vaio innevato e ghiacciato. Il 42enne di Schio scomparso il 29 dicembre mancava da sette giorni da casa, le ricerche si erano spostate dall'ambiente urbano in montagna a partire da sabato 3 gennaio, dopo il ritrovamento della sua auto parcheggiata al Pian delle Fugazze in Trentino a pochi metri dal Veneto. Il ritrovamento è avvenuto grazie all'avvistamento di alcune tracce di ciaspole da parte di una squadra di terra del Soccorso Alpino e Speleologico che a un certo punto sparivano. Un successivo sorvolo dell'elicottero ha permesso di individuare dall'alto il corpo senza vita dell'uomo in un canale sottostante, in un ambiente molto impervio difficilmente raggiungibile a piedi. Le operazioni di recupero - particolarmente complesse data la zona impervia, le basse temperature e la presenza di neve e ghiaccio - sono durate diverse ore. Dopo il nullaosta delle autorità, la salma è stata recuperata dall'elicottero dei Vigili del Fuoco di Mestre con personale del Soccorso Alpino a bordo. Si chiude una operazione di ricerca che ha visto coinvolti il Soccorso Alpino e Speleologico Trentino e Veneto, con le Stazioni Vallagarina, Riva del Garda, Schio, Arsiero e Recoaro- Valdagno, le unità cinofile, i cani molecolari e i droni dei vigili del fuoco, le forze dell’ordine oltre agli elicotteri messi a disposizione dalle due regioni.