Iscrizioni all’Università in aumento negli ultimi 10 anni in Italia, solo del 4% in Trentino Alto Adige. Il sistema dell’istruzione terziaria in Italia coinvolge oggi oltre 2,1 milioni di studenti tra università, Its Academy, ossia Istituti Tecnologici Superiori, e Afam, l’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica. Il cuore è rappresentato dai 92 atenei, che raccolgono 2,03 milioni di iscritti e che nell’ultimo decennio hanno guadagnato 323mila studenti. A fotografare l’evoluzione è il quinto rapporto del Milan higher education observatory, presentato all’Università degli Studi di Milano e anticipato da ilSole24Ore. La crescita nazionale sfiora il 19% tra l’anno accademico 2014/15 e il 2024/25, ma procede a velocità diverse: +2,71% per gli atenei statali, +30,95% per i non statali e un impressionante +460% per le università telematiche. Anche sul piano territoriale il divario è evidente: il Nord consolida le proprie posizioni, mentre il Mezzogiorno arretra del 10,58%. Lombardia ed Emilia-Romagna guidano l’espansione, mentre Campania, Sicilia e Sardegna registrano flessioni significative. In questo quadro il Trentino-Alto Adige si distingue per una sostanziale stabilità: +735 iscritti nell’arco del decennio, pari a circa +4%. Un dato che colloca la regione autonoma in una posizione di equilibrio, lontana sia dalle impennate del Nord-Ovest sia dalle contrazioni del Sud. All’orizzonte pesa però l’inverno demografico: il calo delle nascite e l’invecchiamento della popolazione rischiano di ridurre la platea universitaria nei prossimi decenni. A ciò si aggiunge la mobilità internazionale, con oltre 50mila italiani che scelgono di studiare all’estero, a fronte di meno di 19mila europei in ingresso. Una sfida strutturale che riguarda l’intero Paese, Trentino-Alto Adige compreso.