In Trentino ogni anno passano attorno ai 1.500 richiedenti protezione internazionale, circa la metà di questi rimane sul territorio, in attesa di una dimora e un lavoro. Dall’altro lato il 59% delle imprese trentine riscontra difficoltà a reperire personale. Due punti di vista equidistanti. A unirli l’Università Popolare Trentina che dà una risposta sia al problema dell’occupazione sia a quello della sicurezza: corsi per migranti finanziati dal Fondo Sociale Europeo. Avviato il primo percorso per saldatori. Saldatori, idraulici, addetti all’edilizia, aiuto cuochi e sala, le professioni più richieste. Un percorso intensivo, dove i migranti riusciranno ad acquisire una professionalità specifica in tempi rapidi: già formati per l’estate 2026.