Il 62% dei bambini e delle bambine in Trentino a 2-3 mesi e il 58% a 4-5 mesi viene allattato in modo esclusivo (contro medie nazionali rispettivamente del 48% e del 39%). Il dato a 4-5 mesi registra un aumento costante nel tempo, passando dal 45% del 2019 al 58% del 2025. Aumenta anche la percentuale di bambini allattati a 12-15 mesi, salita dal 39% del 2019 al 44% del 2022 fino al 49% nel 2025.
I dati dell’indagine di sorveglianza promossa dal Ministero della salute che mostrano un Trentino al di sopra della media nazionale, sono emersi in occasione della Settimana mondiale per l’allattamento materno, cui Asuit ha aderito. D’altra parte tutti i punti nascita e i servizi territoriali del percorso materno infantile di Asuit sono certificati come «Ospedali e Comunità Amici delle bambine e dei bambini» secondo gli standard OMS UNICEF, il programma che punta a proteggere, promuovere e sostenere l’allattamento e la salute materno infantile.
Per i neonati il latte materno costituisce una protezione fondamentale contro il rischio di sviluppare obesità infantile, diabete di tipo 1, asma, infezioni alle orecchie, infezioni gastrointestinali, gravi patologie delle vie respiratorie inferiori, leucemia infantile e SIDS, sindrome della morte improvvisa del lattante. Favorisce inoltre un migliore sviluppo cognitivo. Per le madri, allattare riduce significativamente il rischio di ipertensione, diabete di tipo 2, tumore alle ovaie e tumore al seno.
La probabilità di allattare in modo esclusivo è più elevata tra le donne laureate (68% vs 53% con licenza media/diploma), le pluripare (66% vs 56% delle primipare) e le donne che non lavorano o non hanno ancora ripreso l’attività lavorativa (60%-61% vs 41% di chi è già rientrata al lavoro).
Tra le madri che allattano emerge la necessità di rafforzare la prevenzione sui comportamenti a rischio: il 27% dichiara di consumare alcol (almeno 1-2 volte in 30 giorni) e il 5,5% si dichiara fumatrice.