Un sistema di sfruttamento e truffa ai danni di 84 braccianti stranieri, impiegati nella raccolta dei piccoli frutti in Trentino tra il 2018 e il 2024. È quanto emerso dalle indagini che hanno portato la Guardia di Finanza a disporre il sequestro preventivo di quasi 800mila euro a carico di un imprenditore e di cinque collaboratori.
Sulla vicenda interviene Coldiretti Trentino Alto Adige, che condanna con fermezza quanto accaduto e parla di fatti criminali inaccettabili, completamente estranei ai valori dell’agricoltura sana.
Il presidente Gianluca Barbacovi sottolinea come lo sfruttamento dei lavoratori non calpesti soltanto i diritti e la dignità delle persone, ma rappresenti anche una forma di concorrenza sleale nei confronti delle tante imprese agricole che operano nel rispetto delle regole.
Da qui la richiesta di mantenere alta la guardia contro il lavoro irregolare, l’illegalità e le infiltrazioni criminali nelle filiere produttive.
Coldiretti ricorda inoltre il proprio sostegno alla legge contro il caporalato e l’impegno, insieme alla Fondazione Osservatorio Agromafie, per contrastare i fenomeni illegali.
L’obiettivo, conclude Barbacovi, è chiaro: tolleranza zero verso chi sfrutta i lavoratori, per garantire sicurezza, legalità e condizioni di lavoro dignitose a tutti.