L’inflazione torna ad accelerare e a settembre raggiunge il 4,2% su base annua, dal 3,3% di agosto, secondo i dati preliminari diffusi dall’Istat. A spingere i prezzi sono soprattutto i beni energetici, cresciuti complessivamente del 22,3% in un anno, contro il +17,1% di agosto. In un solo mese, gli energetici regolamentati sono aumentati del 5,9%, quelli non regolamentati del 4,4%. In questo contesto, alcuni operatori hanno puntato sulle offerte a prezzo fisso per limitare l’esposizione delle famiglie alla volatilità del mercato. Dolomiti Energia ha proposto già da marzo condizioni sulla materia prima inferiori di circa il 40% rispetto al prezzo medio all’ingrosso di settembre. Per il Trentino ha inoltre un’offerta a prezzo fisso riservata alle famiglie del territorio. Il confronto del 40%, va precisato, riguarda la sola materia prima e non l’intera bolletta, che comprende anche altre componenti, oneri e imposte. “Accogliamo positivamente il fatto che anche altri operatori stiano andando nella stessa direzione - ha dichiarato Stefano Granella CEO di Dolomiti Energia - perché ogni iniziativa che contribuisce a dare maggiore tutela e serenità alle famiglie va nella direzione giusta.” Il rincaro dell’energia non riguarda però soltanto le bollette: rischia di trasferirsi progressivamente sull’intera economia. L’elettricità e il gas sono infatti utilizzati dalle imprese per produrre beni, riscaldare e raffreddare gli stabilimenti, alimentare macchinari e servizi e trasportare le merci. Quando questi costi aumentano, una parte della maggiore spesa può essere trasferita dai produttori ai prezzi finali di beni e servizi. L’effetto può quindi propagarsi lungo tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione fino al consumatore.