Continua a crescere il costo delle abitazioni, sia in affitto sia in vendita, in Trentino. Secondo l’Osservatorio di Immobiliare.it Insights, gli aumenti medi trimestrali hanno raggiunto rispettivamente il 14% e il 10,5%. La provincia si colloca così ai vertici nazionali per rincari su base annua. A denunciare la situazione Cgil, Cisl e Uil del Trentino: i sindacati puntano il dito contro gli affitti brevi turistici, la lentezza delle ristrutturazioni Itea e la carenza di alloggi a canone accessibile. La richiesta è quella di un piano casa strutturale che aumenti gli alloggi pubblici e contribuisca a calmierare i prezzi. Tra le proposte figurano incentivi fiscali per i proprietari che rimettono sul mercato gli immobili sfitti destinandoli agli affitti agevolati. Le sigle chiedono inoltre una tassazione più equa sugli affitti turistici e una revisione del canone concordato, e giudicano insufficienti le misure adottate dalla Provincia, sollecitando la convocazione del Tavolo provinciale sulla casa. A preoccupare sono anche le spese condominiali e i rincari delle bollette di luce e gas, che pesano sui bilanci familiari: in particolare gli aumenti rischiano di aggravare le difficoltà degli inquilini Itea. Il tema approda intanto anche sul piano istituzionale nazionale ed europeo: il Consiglio delle autonomie locali è stato invitato alla Camera dei deputati per un’audizione sulla proposta di regolamento europeo dedicata alla disponibilità e all’accessibilità economica degli alloggi. La seduta, prevista per mercoledì 21 ottobre davanti alla XIV Commissione Politiche dell’Unione europea, sarà l’occasione per contribuire al confronto sul principio di sussidiarietà e sulle strategie per garantire il diritto alla casa, una questione centrale anche per il futuro del Trentino.