Chiudi

Caso torta avvelenata, sequestrati beni di famiglia al 55enne indagato

Mercoledì 29 Luglio - 15:30

Scattano i sigilli sui beni donati dai genitori adottivi al figlio 55enne accusato di aver stordito il padre e lo zio con una torta avvelenata. Farcita con cioccolato e dosi massicce di benzodiazepine.

È il nuovo capitolo nella vicenda di Vallelaghi. Nei giorni scorsi, su richiesta della Pm Maria Colpani, il giudice per le indagini preliminari Gianmarco Giuia ha infatti ordinato il sequestro della casa e dell’azienda agricola di famiglia, che il 55enne aveva ricevuto in eredità.

Un patrimonio stimato in quasi 900mila euro, di cui l’uomo aveva già venduto due terreni e un immobile. Si stava preparando a cedere il resto, avendo incaricato un’agenzia immobiliare di trovare acquirenti interessati.

Al suo progetto si sono però opposti i parenti, in primis lo zio 79enne: tramite il legale Filippo Fedrizzi hanno richiesto e ottenuto dalla Procura di Trenti il sequestro conservativo dei beni per impedire lo smantellamento del patrimonio di famiglia.

La vicenda è salita agli onori delle cronache a fine aprile, quando secondo gli inquirenti, il 55enne ereditiero avrebbe offerto la torta agli psicofarmaci al padre e allo zio. Rimasti entrambi storditi per ore. L’uomo avrebbe quindi approfittato dello stato dei parenti per intrufolarsi in casa dello zio e sottrarre denaro contante.

Non pago, avrebbe pure tentato di ucciderlo, manomettendo i freni della sua auto. Lo zio, dopo essersi risvegliato, si era infatti messo alla guida del mezzo finendo fuori strada al termine della discesa sulla statale della Gardesana, poco prima del lago di Toblino.

L’anziano si sarebbe salvato solo per aver azionato in tempo il freno a mano, nonostante i riflessi compromessi dalle benzodiazepine. Il 55enne al momento è accusato di tentato omicidio e rapina. Un’ordinanza del gip gli ha imposto un divieto temporaneo di dimora a Vallelaghi, suo comune di residenza.



La nostra Piattaforma multimediale