Colf e badanti, in calo i regolari

Lunedì 29 Giugno - 10:30

Davanti a una popolazione che invecchia, impossibile pensare che il fabbisogno di colf e badanti sia calato negli ultimi 4 anni. È col ritorno al lavoro nero che si leggono i dati dell’Inps sul calo degli assistenti familiari diffusi da IlSole24Ore: dal 2021 al 2025 colf e badanti sono passati in tutta Italia da 977mila a 804mila, un calo del 17,7%. In 13 regioni si tratta di un vero e proprio crollo: -30% in Molise, -28,7% in Calabria, -26,6 in Basilicata e Campania. Cali sopra il 20% anche in Sicilia, Veneto, Emilia Romagna e Marche. In Trentino Alto Adige il calo è meno marcato ma comunque sopra la media nazionale: si attesta infatti al 18,8%, con assistenti familiari passati dai 13.847 del 2021 agli 11.249 del 2025. Già nel 2022 il Piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso 2023-2025 stimava che i lavoratori in nero fra gli assistenti familiari fossero più di un quarto di tutti i lavoratori irregolari in Italia, pari ad almeno 782mila. Inoltre nel 2025 il 46% di colf e badanti avrebbe un’età compresa tra i 55 ed i 65 anni e più, mentre gli under 25 rappresenterebbero appena l’1,6% del totale. C’è di più: oltre al ritorno al lavoro nero per limitare i costi, è possibile che le famiglie abbiano scelto di occuparsi da sole di anziani e malati – e per lo più sarebbero le donne a farsi carico del lavoro di cura, rendendo impossibile una crescita della loro presenza nel mondo del lavoro. Infine, esistono degli aiuti economici statali per assumere un assistente familiare, ma non sarebbero abbastanza: si va dalla deducibilità dal reddito dei contributi versati alla detrazione Irpef del 19% delle spese, passando per i contributi per gli anziani non autosufficienti – una misura che è però tanto stringente che le domande presentate sarebbero appena 6500 a fronte di 4,6 milioni di over80.

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