Per decenni, la parola "Eternit" ha incarnato una promessa di indistruttibilità. Era il materiale moderno, economico e resistente, capace di sfidare l'inverno rigido delle valli trentine e di proteggere case, stalle e fabbriche. Sotto la superficie di quella miscela di cemento e amianto, si nascondeva però una fragilità profonda: una polvere invisibile capace di spezzare il respiro e di trasformare il progresso in una ferita silenziosa per la salute pubblica. Ancora oggi in Trentino, vi sono i resti di quell'eternità artificiale, è il caso di Lasino, dove cresce l’apprensione tra i residenti. Ivan abita a soli 40 metri dalla vecchia stalla risalente agli anni Settanta con il tetto in asbesto deteriorato. Dopo il sollecito formale inviato lo scorso 11 giugno, le famiglie di Lasino vivono con grande ansia la vicinanza quotidiana alla struttura degradata, temendo la dispersione di fibre nocive nell'aria.