C’è Jacques Anquetil che passa da Levico con il Giro rosa del 1966. C’è un Ivan Basso versione 1993 tra i protagonisti della Coppa d’Oro giovanile. C’è Gianni Bugno che nel 1980 va a prendersi, ancora campione acerbo, la stessa Coppa a Borgo Valsugana. Poi Felice Gimondi, Marco Pantani, Laurent Fignon. E Simoni, Valverde, Colbrelli, anche un Tadej Pogacar prima ragazzino sconosciuto alla Coppa d’Oro 2014, poi campionissimo ripreso sull’Alpe d’Huez durante il Tour di quest’anno. Naturalmente non può mancare Checco Moser e c'è pure un omaggio video al fratello più vecchio, Aldo. E' una mostra tutta da godere, quella inaugurata dal presidente del Consiglio provinciale di Trento Claudio Soini, una sorta di appendice del grande Festival dello Sport di Trento e intitolata “Trentino, dove passano e nascono i campioni”. Si tratta di un omaggio all’archivio personale di Remo Mosna, visto che 60 anni di ciclismo vengono raccontati proprio attraverso l’obiettivo del decano dei fotografi trentini. La rassegna resta aperta poi fino al 25 ottobre. La mostra è curata da Alessandro de Bertolini. Il coordinamento è di Chiara Bertolini, capo di Gabinetto del Consiglio provinciale.