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Latte crudo, nuova denuncia di Maestri

Martedì 18 Agosto - 17:30

Sedici giorni dopo la morte del piccolo Mattia Maestri - che per nove anni ha vissuto in stato vegetativo a causa di una grave infezione di escherichia coli, dopo aver ingerito a 4 anni un pezzetto di un formaggio a latte crudo prodotto nel caseificio di Coredo - il papà deposita una nuova denuncia. “Sapevano che quel formaggio poteva essere dannoso ma è stato comunque messo sul mercato ”. Queste le parole di Giovanni Battista. Dopo quasi un decennio di dolore, si apre un nuovo fronte: un nuovo procedimento giudiziario, dal momento che gli avvocati che da anni seguono la famiglia hanno già predisposto la denuncia per omicidio colposo con l’aggravante della colpa cosciente. “Siamo ancora lontani anni luce sull’etichettatura: su 21 esercizi visitati, 12 non esponevano l’avvertenza”. Giovanni Battista Maestri punta il dito contro l’esecutivo provinciale e la Cooperazione Trentina, criticando duramente la concessione di marchi di qualità e la premiazione degli stessi. “Mattia non se n'è andato invano, prosegue la guerra riguardo la pericolosità dei formaggi a latte crudo. Una guerra voluta” - spiega il papà - “da un sistema che fa acqua da tutte le parti”.

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