Le Nuove Rotte del Made in Italy ad Autumnus

Sabato 10 Ottobre 2026 - 17:20

C'è un filo invisibile che lega un vigneto trentino a un ristorante nel cuore di Kuala Lumpur. Quel filo si chiama export, e oggi vale un terzo di tutta l’economia italiana. In un contesto geopolitico frammentato e in continua evoluzione, ma che ha una fame insaziabile di Made in Italy, le "nuove geografie dell'export" rappresentano la strategia fondamentale delle imprese per diversificare i mercati di sbocco, riducendo la dipendenza dai mercati maturi tradizionali per intercettare la crescita globale. Il bivio è chiaro: aprirsi a nuovi orizzonti o rischiare la stagnazione. Una sfida complessa, che ha trovato nel panel di Autumnus a Trento un laboratorio di idee cruciale per il futuro del nostro Sistema Paese. Durante il panel di Autumnus a Trento, Lorenzo Zurino , presidente del Forum Italiano dell’Export ha analizzato le sfide e le prospettive future del Made in Italy agroalimentare. Se Zurino ha sottolineatola necessità di presidiare i mercati asiatici ed emergenti, Lazzeri ha invece ribadito l'importanza di puntare sull'identità e sulla qualità del territorio, promuovendo una crescita slow basata sull'autenticità e sul tempo lento. In questo nuovo scenario globale, Trento, che fa squadra ad Autumnus, traccia la rotta per il futuro dell’export. Per Zurino la frammentazione dei mercati si combatte solo superando il vecchio individualismo.

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