I sindacati esprimono dubbi sulla fattibile copertura economica e finanziaria necessaria a sostenere le riforme dell’ambizioso piano industriale Trentino 2040. Se il macro percorso si pone l’obiettivo di aumentare il prodotto interno lordo del 40% - quando attualmente il Pil ha una crescita annua dello 0,1% - il percorso triennale che guarda al 2029 poggerà su due pilastri fondamentali. I salari che dovranno crescere del 20% così come si ridurrrà del 20% il gap salariale, e il tema della casa per la cosiddetta fascia grigia: il ceto medio che non riesce ad accedere alle graduatorie, ma che nel contempo non riesce a permettersi un affitto. “Nel documento presentato dal vicepresidente Achille Spinelli mancano i capitoli di spesa”. Commentano così unitariamente le sigle sindacali. Il segretario generale Uil solleva dubbi e individua un scivolone all’interno di quel piano di sviluppo strategico del Trentino, l’apertura del welfare ai privati. “Si punta a sfruttare il risparmio e gli investimenti privati per rispondere a fabbisogni sociali cruciali, come l’abitare e il supporto ai lavoratori e alle lavoratrici”. I sindacati chiedono un tavolo permanente e concretezza, affinché il Piano 2040 non rimanga solo una chance per il Trentino a parole.