In questi minuti il Comitato di ordine e pubblica sicurezza sta prendendo una decisione riguardo il raduno previsto all'hotel Ciclamino di Pietramurata. L'evento "Ritorno a Camelot", organizzato dal Fronte Veneto Skinheads, è in programma dal 3 al 6 settembre. In questi giorni sono stati diverse le voci contrarie al raduno: Bonelli di AVS ha chiesto per primo al ministro Piantedosi di non permettere l'evento: "La legge Mancino - ha detto - punisce la propaganda di idee fondate sulla superiorità razziale e l’istigazione a commettere atti di discriminazione o violenza per motivi razziali, etnici e religiosi. Di fronte a un raduno che si muove esattamente in questo perimetro, il Ministro Piantedosi ha l’obbligo di intervenire, non la discrezionalità di scegliere se farlo". Intanto ieri Acli, CGIL, CISL e Uil e molte altre associazioni, partiti e semplici cittadini e cittadine hanno consegnato un appello alla commissaria del governo Isabella Fusiello per chiedere di fermare l'evento, mentre le deputate Sara Ferrari del PD e Stefania Ascari, del Movimento 5 Stelle, hanno portato il caso in parlamento, con due interrogazioni al governo. In serata a Dro si è tenuto un consiglio comunale a porte chiuse, mentre fuori alcuni cittadini si erano mobilitati per chiedere una presa di posizione che è arrivata. Il Consiglio ha infatti firmato un documento unanime per chiedere al presidente della Provincia e al prefetto la revoca della manifestazione, ribadendo "il proprio impegno istituzionale nel rinnegare e contrastare qualsiasi forma di nazismo e neofascismo". Rimane il dubbio che il raduno si possa fermare: avverrà su suolo privato, le autorizzazioni sono già state concesse e non ci sono precedenti di particolari disagi che possano giustificare uno stop. Nel frattempo gli organizzatori, l'associazione Veneto Fronte Skinheads, non rilascia dichiarazioni. Certo è che il Comitato per questa riunione è allargato anche ai procuratori di Trento e Rovereto, e la commissione provinciale di polizia amministrativa avrebbe raccomandato una maggiore presenza di forze dell'ordine all'evento mentre in concomitanza, il 5 settembre, in Trentino arriva anche il capo dello Stato, Sergio Mattarella, per le celebrazioni degli 80 anni dell'Autonomia, con tutto quello che questo significa per la macchina della sicurezza sul nostro territorio.