La Regione Trentino-Alto Adige torna al centro del dibattito. Il confronto ha riaperto una domanda mai risolta: a cosa serve un ente che ha perso molte competenze a favore delle due Province autonome?
I numeri sono rilevanti: nel 2025 la Regione ha registrato 604 milioni di entrate e 615,8 milioni di uscite, con trasferimenti alle Province che incidono pesantemente sulla sua gestione.
In aula si è parlato di un "avvilimento della dimensione regionale", proprio perché l'ente finisce in larga parte per finanziare le due Province.
Eppure, per fare l'esempio più recente, la Regione è intervenuta sull'emergenza provocata dal crollo del Palazzo di Giustizia di Bolzano, assumendosi parte dei costi per le nuove sedi di Tribunale e Procura.
La contraddizione è dunque evidente: una Regione giudicata poco incisiva continua ad avere competenze e strumenti che diventano importanti quando emerge un problema che le province non riescono a gestire.
Nel frattempo la riforma dello Statuto entrata in vigore a giugno ha ampliato soprattutto gli spazi di autonomia delle due Province, rendendo ancora più attuale la domanda sul ruolo residuo della Regione.
Per Trento la partita riguarda anche questo: se la Regione sarà soltanto un contenitore amministrativo o tornerà a essere un luogo nel quale costruire politiche comuni con Bolzano.