Il conto alla rovescia sta per terminare. I corridoi delle scuole trentine sono pronti a riempirsi nuovamente del vociare degli studenti, ma dietro le quinte dell'avvio dell'anno scolastico 2026/2027 si consuma il solito, logorante paradosso estivo. In Trentino si registrano ancora centinaia di cattedre scoperte: 670 le cattedre vuote. A soffrire maggiormente sono le aree strategiche per il futuro del territorio. Ormai è cronica la carenza di docenti nelle materie STEM (matematica, fisica e scienze) e nelle lingue straniere (inglese e tedesco). Il sostegno poi vive una vera e propria crisi di vocazioni: gli specialisti scarseggiano. Senza un piano strutturato i posti vacanti possono solo che aumentare, servono educatori e figure specifiche che possano colmare queste gravi carenze. All'interno del gigantesco buco della primaria, si contano ben 77 cattedre scoperte di sostegno. Con questi numeri, nella scuola primaria, l'inclusione scolastica rischia di rimanere un principio scritto sulla carta, anziché un diritto garantito in aula. Tutta la macchina scolastica è ora col fiato sospeso in attesa della chiusura della "chiamata unica". Sarà questo algoritmo, attraverso le preferenze espresse dai docenti, a stabilire quanti vuoti si riusciranno a colmare prima del suono della campanella prevista per il 10 di settembre.