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UE, dal 3 settembre stop alla carne brasiliana

Mercoledì 02 Settembre - 10:50

Dal 3 settembre l’Unione europea chiude le porte ad alcune importazioni di prodotti di origine animale dal Brasile. Il Paese non figura più tra quelli autorizzati, ai fini dei requisiti previsti, per l’ingresso nell’Unione di prodotti come carni bovine, pollame, miele e prodotti dell’acquacoltura.

La decisione arriva dopo le verifiche della Commissione europea, che hanno rilevato garanzie insufficienti da parte brasiliana rispetto alle restrizioni comunitarie sull’impiego di determinati antimicrobici.

Una scelta che Coldiretti Trentino Alto Adige considera una vittoria della battaglia condotta in Italia e a Bruxelles per affermare il principio di reciprocità. Il presidente regionale Gianluca Barbacovi sottolinea come non si tratti di una posizione contro il commercio internazionale, ma contro una concorrenza ritenuta sleale quando ai produttori europei vengono richiesti standard più rigorosi rispetto a quelli applicati alle merci importate.

Per Coldiretti, le stesse garanzie devono valere per tutti, dalla tracciabilità all’impiego dei farmaci, dal benessere animale alla sicurezza alimentare. E proprio alla vigilia dell’entrata in vigore delle nuove regole, le importazioni di carne brasiliana in Italia hanno registrato una forte accelerazione. Secondo l’analisi Coldiretti su dati Ismea, a maggio 2026 gli arrivi sono cresciuti del 129 per cento per il pollo e del 212 per cento per il manzo rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Coldiretti chiede ora all’Europa di trasformare il caso Brasile in un precedente e di applicare il principio della reciprocità anche ad altre importazioni, a partire dal grano canadese trattato in preraccolta con glifosato.


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