Gasolio price cap, Faib rompe l'entusiasmo

Mercoledì 30 Settembre - 12:10

«La situazione è critica». L'allarme della Faib Confesercenti del Trentino rompe l'entusiasmo degli automobilisti, in coda in queste ore per accaparrarsi il gasolio al prezzo calmierato. Un miraggio di risparmio dopo settimane di passione con il diesel sopra i 2,38 euro, ma per chi sta dietro la pompa è l'inizio di un baratro economico. «Nel mercato dei carburanti i miracoli non esistono e questa volta il conto lo pagano i gestori», spiegano dal sindacato. Le grandi compagnie petrolifere hanno calato dall'alto questo price cap senza rimodulare i prezzi all'ingrosso. Il benzinaio guadagna pochi millesimi fissi a litro: se il costo alla fonte resta invariato, il margine si azzera. «Stiamo finanziando lo sconto di tasca nostra», sottolinea Federico Corsi presidente Faib Il sospetto, nemmeno troppo velato, è che l’accordo sul tetto massimo sia solo un paravento politico. La Faib incalza duramente il Governo, accusandolo di aver barattato questo "sconto mensile" pur di non applicare una vera tassazione sugli extraprofitti miliardari delle società petrolifere. Nel frattempo il price cap in Trentino si sparge a macchia d’olio, ma i gestori indipendenti o le piccole "pompe bianche" nelle valli non possono reggere la sfida. «Serve un meccanismo di compensazione territoriale».

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