Si delineano con sempre maggiore precisione i contorni della sparatoria avvenuta alla Torre 13 di Madonna Bianca. All’origine della spedizione punitiva contro l’abitazione di un 41enne, agli arresti domiciliari, ci sarebbe un acceso scontro avvenuto la stessa mattina all’esterno del carcere di Spini di Gardolo.
Al termine dei colloqui, le mogli di due detenuti appartenenti a famiglie sinte rivali si sarebbero prima affrontate verbalmente, per poi passare alle mani. Una lite che ha reso necessario l’intervento delle forze dell’ordine. Ma la vicenda potrebbe affondare le sue radici in un episodio avvenuto oltre un mese fa, quando all’interno del carcere di Spini si era verificato un violento diverbio tra un detenuto di Trento e uno di Bolzano, entrambi di origine sinta.
Una tensione sfociata, nel pomeriggio di sabato 3 ottobre, nell’agguato sotto la Torre 13: da un’auto arrivata da Bolzano sono stati esplosi otto colpi di pistola. I proiettili hanno raggiunto anche gli appartamenti del secondo e del terzo piano.
I responsabili sono stati identificati, ha fatto sapere la prefetta Isabella Fusiello. Il 41enne, che aveva chiamato la polizia subito dopo gli spari, è stato sottoposto allo stub, l’esame che ha escluso la presenza di residui di sparo sulle sue mani.
Intanto prosegue la ricerca dell’arma e le forze dell’ordine mantengono alta l’attenzione nel quartiere, per scongiurare il rischio di nuove ritorsioni.