Partita nel 2024, l'indagine condotta dalla Procura di Bolzano per mezzo del NAS di Trento accertava che due nuclei familiari, rispettivamente di 4 e di 2 persone, gestivano la spedizione giornaliera di centinaia di chili di farmaci anabolizzanti e stupefacenti in Alto Adige, su tutto il territorio nazionale e all'estero, riciclando poi ingenti profitti dal traffico. Un giro di affari illeciti che il comandante Federico Silvestrini dei NAS di Trento stima in circa "9 milioni di euro". sempre secondo il comandante, vista la quantità di pacchi spediti dai trafficanti "Era impossibile pensare che la merce fosse destinata solo a quei 4,5 bodybuilders del territorio".