L’Università di Trento si conferma tra gli atenei capaci di garantire un rapido inserimento nel mercato del lavoro. È quanto emerge dal Rapporto AlmaLaurea 2026 sugli esiti occupazionali, che ha preso in esame oltre 7.500 laureati dell’Ateneo trentino.
Tra i laureati triennali, la maggioranza sceglie di proseguire gli studi: il 75,2% si iscrive a un corso di secondo livello mentre per coloro che invece decidono di entrare subito nel mondo del lavoro, il tasso di occupazione raggiunge l’84,6%.
Positivi anche i risultati dei laureati magistrali a cinque anni dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione raggiunge il 94,6%, mentre quello di disoccupazione scende al 2,2%.
Non manca il tema della cosiddetta fuga dei cervelli: un fenomeno considerato positivo se l’esperienza maturata all’estero si traduce poi in un ritorno dei talenti, che deve essere però favorito dalla capacità del territorio di attrarli nuovamente.