L'illusione di un corpo perfetto, scolpito in pochi mesi, sta alimentando un mercato sotterraneo e pericoloso anche in Trentino. Le recenti indagini condotte dal NAS di Trento hanno scoperchiato un giro d’affari milionario – stimato in circa 9 milioni di euro – legato al traffico e alla spedizione clandestina di farmaci anabolizzanti e sostanze dopanti. Un business ramificato che non viaggia più solo sottobanco nelle palestre, ma corre velocemente online su canali Telegram e spedizioni postali tracciate. «Un fenomeno in crescita più sociale che sportivo» – spiega il dott. Paolo Crepaz, specialista in medicina dello sport. I destinatari sono soggetti fragili che si lasciano affascinare dalla cultura del corpo in una società che detta canoni estetici elevati. Un mercato difficile da intercettare. Ad accendere i riflettori su questo fenomeno, purtroppo, è stata spesso la salute: l'inchiesta principale è infatti partita dalla segnalazione di giovani sportivi trentini e altoatesini a cui sono stati diagnosticati tumori strettamente correlati all'abuso di queste sostanze. Oltre ai danni fisici c’è poi l’impatto sulla salute mentale: l’abuso di androgeni altera pesantemente la biochimica celebrale, portando a sbalzi d’umore improvvisi, depressione e rabbia.