Il problema dell'alcol in Trentino è un'emergenza silenziosa radicata nella cultura locale. I dati più recenti parlano chiaro: oltre il 20% della popolazione ha un consumo a rischio, con una quota che tra gli uomini sale al 28%, superando nettamente la media nazionale. Questa forte tolleranza sociale legata a sagre e convivialità spinge spesso a minimizzare i rischi, favorendo fenomeni preoccupanti come il binge drinking tra i giovani e l'uso dell'alcol come "automedicamento" contro ansia e solitudine. Il passaggio dal bere sociale alla dipendenza patologica è sfumato e difficile da intercettare, protetto da un muro di silenzio che i terapeuti cercano ogni giorno di abbattere. Come spiega lo psicologo e psicoterapeuta Lino Guidolin, attivo sul territorio trentino, presente anche per i migranti di Casa Maurizio: «Il primo passo per uscire dall’alcol è la consapevolezza».