I teatri regionali restano chiusi. Per la prima volta nella storia del comparto locale, i lavoratori di Trento, Bolzano e Pergine incrociano le braccia insieme, uniti in un fronte comune che ha paralizzato l'avvio della stagione. A far scattare la serrata generale è la protesta del personale di sala e delle maschere, pilastro fondamentale ma spesso invisibile dell'accoglienza del pubblico. Dignità salariale, questo chiede la mobilitazione storica, proclamata da CGIL (Slc) e UIL (Fpc) che contesta il rinnovo contrattuale proposto da Federvivo. Con un'inflazione al 23%, le cifre offerte sono ritenute offensive: appena 28 euro lordi all'anno di aumento per i dipendenti stabili e circa 1,30 euro all'ora per i precari a chiamata. Questa unione inedita tra le tre piazze ha fatto saltare i debutti più attesi di mercoledì 21 ottobre 2026. Al Teatro Sociale di Trento è stata annullata la prima di "Coppia aperta quasi spalancata" con Chiara Francini che sarà recuperata sabato 24 ottobre. A Bolzano, teatro comunale salata lo spettacolo con Lunetta Savino, mentre al Teatro di Pergine, la serranda rimane abbassata e le attività serali completamente bloccate.