Le immagini sono false, ma le conseguenze sono reali. I deepfake a sfondo sessuale, creati con l’intelligenza artificiale e diffusi senza consenso, rappresentano una nuova forma di violenza di genere, capace di colpire la dignità e la vita delle donne.
Di questo si è discusso a Trento durante l’incontro “Dallo schermo alla realtà: la violenza di genere nell’era dei deepfake”, promosso dalla Fondazione Bruno Kessler insieme a Women4Cyber Italia, in occasione del mese europeo della Cybersicurezza.
Al centro del confronto, il rapporto tra violenza online e offline. Perché il digitale non è uno spazio separato dalla vita reale: anche in rete si riproducono dinamiche di potere, sopraffazione e discriminazione.
La violenza digitale può dunque trasformarsi in una persecuzione continua, con immagini non autorizzate che ricompaiono anche dopo la chiusura dei siti che le ospitano. La sfida è riconoscere questi abusi, contrastarne la diffusione e superare l’idea che la violenza online sia meno grave di quella fisica.