Annunciata ma mai decollata, la mobilitazione contro il carovita lanciata nei giorni scorsi sui social con tanto di locandina e stories dai toni accesi. Nei piani degli organizzatori, rimasti sconosciuti, il raggruppamento sarebbe dovuto avvenire in Piazza Fiera a partire dalle 15. Nei fatti non c'è mai stato: nel pomeriggio vari gruppi di giovani, verosimilmente studenti, hanno attraversato la piazza, senza dar vita a una manifestazione vera e propria. Nessun sit-in, nessun corteo, nessun disordine. Eccetto un petardo fatto scoppiare ai piedi dell'Auditorium Bonporti da un gruppo di ragazzini, scappati via di fretta subito dopo il gesto. Tutto facile per le forze dell'ordine, con pattuglie di polizia e carabinieri che si sono limitate al controllo documenti nei confronti di alcuni gruppi di giovani arrivati sul posto. Per il resto un pomeriggio come tanti, trascorso tra la calma dei passanti e le bancarelle degli artigiani del cioccolato artigianale, rimasti indisturbati nel loro secondo giorno di fiera a Trento. Da segnalare resta la presenza di Ezio Casagranda e Fulvio Flammini, leader dei sindacati di base Cub e Sbm, rimasti in piazza a parlare per qualche ora con i pochi giovani che hanno risposto presenti all'appello, rimasti delusi dalla mancata mobilitazione di Trento, al contrario di quanto accaduto in altre città italiane come Milano, Torino e Napoli, dove non sono mancati momenti di tensione tra manifestanti e forze dell’ordine. Saranno proprio i due leader dei sindacati di base, i protagonisti della mobilitazione contro carovita e spese militari, prevista sempre in Piazza Fiera per il prossimo 30 ottobre.