Cresce il malcontento tra gli insegnanti trentini. Più di duemila i docenti che hanno seguito l'assemblea provinciale dedicata alla vertenza della scuola trentina: al centro della protesta ci sono le condizioni contrattuali, gli stipendi considerati insufficienti, anche in rapporto ai colleghi altoatesini che possono percepire fino a 10 mila euro lordi annui in più, e il crescente disagio vissuto all'interno degli istituti scolastici.
Tra i punti più contestati figurano gli articoli 26 e 28 del contratto provinciale. Secondo i docenti, la combinazione delle disposizioni sulle attività obbligatorie e sulla flessibilità oraria finisce per estendere la presenza a scuola lungo tutto l'arco della settimana, ma non solo gli orari nel mirino finiscono anche il peso crescente della burocrazia e le responsabilità legate alle uscite e ai viaggi di istruzione.
I docenti stanno valutando forme di protesta e di contestazione all'interno degli organi collegiali, compreso il rifiuto delle attività ritenute non obbligatorie e, tra le ipotesi prese in considerazione, c'è anche uno sciopero nel mese di dicembre.
A sostenere la mobilitazione, in modo inatteso ma apprezzato dagli insegnanti, sono arrivate anche le proteste degli studenti nei giorni scorsi.