Il Trentino punta con decisione sulla formazione locale per vincere la sfida della carenza di personale sanitario. La Giunta provinciale ha infatti dato il via libera a due provvedimenti chiave che non solo garantiscono la continuità dei corsi di laurea esistenti, ma potenziano anche l'addestramento sul campo dei futuri medici specializzandi. Il primo pilastro di questa strategia è il rinnovo del protocollo d'intesa con le Università di Trento e Verona per il biennio 2026-2027. Questo accordo mette in cassaforte i corsi di laurea attivi nelle sedi di Trento e Rovereto, avviando contemporaneamente un passaggio graduale della gestione amministrativa all'Ateneo trentino. Si tratta di un passo coerente con la nascita della Facoltà di Medicina e Chirurgia, pensato per radicare e valorizzare sempre di più il polo universitario locale. Il secondo tassello guarda invece a chi è già nel pieno del proprio percorso di specializzazione. In vista della scadenza del precedente accordo, la Provincia ha approvato un nuovo protocollo triennale – prorogabile per altri tre anni – con l'Università di Trento. L'obiettivo è regolare la formazione dei medici specializzandi all'interno delle strutture dell'Azienda Sanitaria Universitaria Integrata e, soprattutto, blindare i finanziamenti per i contratti di formazione aggiuntivi messi a disposizione dal territorio. "Questo provvedimento rappresenta un passo fondamentale per il futuro della nostra sanità", ha sottolineato l'assessore alla salute Mario Tonina.