I lavori proseguono a braccetto con le polemiche. Sul Bypass ferroviario di Trento non si placa lo scontro tra promotori istituzionali del progetto e oppositori, riacceso nel Consiglio straordinario di Piedicastello del 28 ottobre, alla presenza del sindaco Franco Ianeselli, dell’ingegnere Giuliano Franzoi e dei rappresentanti di Rete Ferroviaria Italiana.
Da parte di RFI una conferma che agita il fronte dei contrari: mentre nell’area ex Sloi si prevede l'asporto del terreno contaminato dalle sostanze chimiche, non risulta approvato né sviluppato uno specifico progetto di bonifica nell’area ex Carbochimica.
Fatto messo nero su bianco nel documento di 55 pagine con cui RFI e Consorzio Tridentum hanno dato risposta al Ministero dei Trasporti in merito agli ultimi rilievi di Appa, Inail, Ispra e Asuit nelle aree di scavo, ribadendo che le operazioni di bonifica non rientrano nelle responsabilità di RFI.
Da parte di Geat - da sempre nel fronte dei contrari - c'è la netta convinzione che la barriera idraulica di Trento nord non sia sufficiente a contenere gli inquinanti della falda acquifera nel sottosuolo. Forti dubbi emergono poi sulla qualità dell’aria nei cantieri dell’ex Scalo Filzi. Alimentati dai dispositivi di protezione respiratoria comparsi per un breve periodo sui volti degli operai.