Una città sommersa dall’acqua. Strade trasformate in fiumi, case invase dal fango. Sono le immagini drammatiche dell’alluvione del novembre 1966, quando l’Adige ruppe gli argini a Roncafort, invadendo ampie zone di Trento.
A sessant’anni da quella tragedia, il capoluogo si prepara a ricordare e a riflettere sul rapporto con il fiume e sulla sicurezza del territorio.
Si comincia martedì 3 novembre con La città sommersa, una mostra diffusa nel centro storico: fotografie d’epoca messe a confronto con i luoghi di oggi, per ricostruire il volto della città durante l’emergenza.
Mercoledì 4 novembre, al MUSE, spazio alla divulgazione scientifica, con esperimenti, simulazioni di allerta e la presentazione del volume Sguardi sul fiume Adige, che raccoglie i contributi di 42 autori.
A Palazzo delle Albere sarà inoltre inaugurato un nuovo spazio espositivo con filmati storici e fotografie inedite.
Infine, domenica 8 novembre, il fiume si potrà osservare da una prospettiva diversa: un'uscita in soft rafting lungo l'Adige, per scoprire il paesaggio fluviale e le sue trasformazioni.
Perché ricordare il 1966 significa anche imparare a prevenire i rischi di domani.