Nel giorno di Ognissanti, il Cimitero monumentale di Trento ha accolto numerosi fedeli per la celebrazione della messa presieduta dall'arcivescovo Lauro Tisi. La ricorrenza è stata un'occasione per riflettere sul significato delle relazioni umane contrapponendo proprio la forza di questi legami a un modello sociale che tende a esaltare l'elemento tecnologico con il rischio di una progressiva marginalizzazione delle relazioni personali.
Nel corso dell'omelia, Tisi ha indicato il ritrovarsi attorno alla memoria dei propri cari come un gesto che restituisce centralità all'umanità delle persone. Lo sguardo si è quindi allargato allo scenario internazionale.
In un contesto segnato dal riaffermarsi della forza come strumento di confronto tra Stati , l'arcivescovo ha richiamato l'attualità del concetto di "civiltà dell'amore" formulato da san Paolo VI durante la Guerra fredda. Un principio che, secondo Tisi, continua a indicare nella fraternità e nella giustizia le basi su cui costruire relazioni solide tra persone, comunità e popoli.