Non sono soltanto testimonianze di una tradizione agricola secolare, ma anche preziosi scrigni di biodiversità. I castagneti storici del Trentino custodiscono una ricchezza botanica emersa dai primi risultati di uno studio condotto dal MUSE, il Museo delle Scienze di Trento.
Tra maggio e luglio del 2026, ricercatrici e ricercatori hanno analizzato 38 marroneti storici, censendo 468 specie vegetali attraverso 2.442 osservazioni. Un dato significativo: le specie individuate rappresentano circa il 18 per cento dell'intera flora provinciale. Tra le piante censite figurano anche 14 diverse specie di orchidee e oltre dieci specie inserite nella lista rossa provinciale, che comprende le piante a rischio di estinzione.
I siti esaminati sono distribuiti in nove macroaree del territorio trentino, dalla Valsugana al Basso Sarca, dalla Valle di Cembra alla Val di Sole, fino alla Val d'Adige, alla Val Rendena e al Chiese.
Ma conservare questi ambienti significa tutelare molto più della biodiversità. I castagneti storici sono infatti habitat seminaturali, modellati nei secoli dall'interazione tra natura e attività umana. La loro sopravvivenza dipende dalla continuità delle cure, dalle pratiche tradizionali e dalle comunità che ancora oggi se ne prendono cura.
La ricerca proseguirà nel 2027 con nuovi rilievi dedicati anche allo stato di abbandono della castanicoltura in Trentino. L'obiettivo è approfondire il rapporto tra la biodiversità e le modalità di gestione di questi ambienti, per individuare strategie utili alla loro conservazione e valorizzazione.