I laureati italiani con gli stipendi più bassi d’Europa

Venerdì 12 Giugno - 11:55

I laureati italiani — e con essi quelli trentini — continuano a scontare un forte divario retributivo rispetto ai colleghi europei. È quanto emerge dall’indagine AlmaLaurea 2025 che ha interessato 335mila laureati. Dati che confermano un quadro in miglioramento sul fronte del lavoro, ma ancora debole sul piano degli stipendi. A un anno dalla laurea il tasso di occupazione raggiunge il livello più alto dell’ultimo decennio (81 per cento), mentre a cinque anni supera stabilmente il 94%. Tuttavia, le retribuzioni restano contenute nella media nazionale si aggirano attorno ai 1.400–1.600 euro netti mensili a inizio carriera che dopo 65 anni si attesta a circa 1840. Nel confronto europeo il divario è evidente. I laureati italiani guadagnino sensibilmente meno rispetto a Francia, Germania e Paesi del Nord Europa, dove le retribuzioni iniziali sono anche del 60% più corpose. Nel Trentino, dove il tasso di occupazione dei laureati è generalmente più alto della media nazionale, il vantaggio territoriale non si traduce in stipendi equivalenti agli standard europei. Le ragioni sono molteplici: struttura produttiva, dimensione delle imprese, diffusione di contratti meno remunerativi nei primi anni e limitata presenza di grandi hub internazionali.

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