Il Levico rimane in eccellenza; la sfida di ritorno contro il Certosa di Centocelle, giocata domenica al Briamasco, si è ribaltata consegnando il lasciapassare per la serie D ai romani. Dopo il 2 a 1 dell’andata, quella visto allo stadio della città, gremito di 1500 persone per l’occasione, è stata una finale quasi a senso unico. Purtroppo. Il Levico è apparso contratto, forse timoroso nell’esporsi, forse troppo improntato a difendere quel vantaggio conquistato una settimana prima in terra capitale. E questo ha concesso agli ospiti di spingere e parecchio, soprattutto sulle corsie esterne e picchiare per 3 volte: il primo vantaggio romano arriva dopo un quarto d’ora di gioco con Toncelli che conclude a rete una triangolazione con Sterpone. I termali accusano il colpo e il caldo fa il resto costringendo al cooling break il direttore di gara, sia nella prima che nella seconda frazione di gioco. Il Levico prova a cercare idee nuove: Manfioletti toglie Bucci per Zanon. Alla mezz’ora della ripresa, però, arriva come una doccia fredda il raddoppio ospite: ancora Toncelli che gira d’improvviso un traversone che sembrava non essere così pericoloso. Il match inizia a farsi nervoso e, soprattutto, stanco da entrambe le parti e a tempo scaduto il Certosa riesce ad affondare definitivamente l’equipaggio termale con Bellante che ribadisce a rete la respinta di Matrone sull’incursione di pochi istanti prima di Toncelli. Nella finale spinta d’orgoglio trentina arriva la rete della bandiera con l’incornata di Vesco, ma è troppo tardi ed è festa per la truppa romana mentre il Levico rimette la testa al prossimo campionato di Eccellenza dove c’è attendersi sarà protagonista.