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Trentino nella morsa del caldo: superati i 40 gradi

Domenica 02 Agosto - 10:50

Sull’intero arco alpino aumentano le anomalie termiche generalmente comprese tra +2°C e +4 °C rispetto alla media climatica 1991-2020: a dirlo Legambiente. Sulla Marmolada, alla stazione di Punta Rocca, la temperatura è rimasta sopra lo zero dal 16 giugno, con punte prossime ai +5°C. Nel frattempo dalla fine degli anni ‘90 la velocità di ritiro della fronte dell’Adamello – Mandrone, è notevolmente aumentata, facendo perdere 265 metri nel solo triennio 2023-2025.

Intanto il caldo è eccezionale in tutto il Trentino: superati i 40 gradi, allarme per città, campagne e consumi d'acqua. Il 31 luglio è stata, di gran lunga, la giornata più calda del 2026. A certificarlo sono i dati delle stazioni di rilevamento: 40,3 gradi a Rovereto e 40,1 a Trento, valori eccezionali per il territorio provinciale che confermano un'estate segnata da ondate di calore sempre più intense e prolungate.

Un caldo che non riguarda soltanto le città, dove le alte temperature si fanno sentire soprattutto nelle ore notturne e nei fondovalle, ma anche campagne e montagne. L'assenza di precipitazioni significative e l'evaporazione legata alle temperature elevate aumentano lo stress per le colture, con la necessità di ricorrere sempre più all'irrigazione e con maggiori consumi d'acqua per sostenere le produzioni agricole.

Il segnale più evidente arriva dalla Marmolada. Il ghiacciaio si presenta quasi completamente privo della copertura nevosa invernale. La superficie scura assorbe più energia solare rispetto alla neve e accelera il processo di fusione. Una condizione che, secondo gli esperti, sta portando il ghiacciaio dolomitico a vivere una fase di forte sofferenza.

La situazione resta delicata anche per le prossime giornate. Le previsioni confermano temperature ancora molto elevate, con la possibilità di temporali pomeridiani localmente intensi: fenomeni che possono portare precipitazioni abbondanti in poco tempo, forti raffiche di vento, fulmini e grandinate, ma senza un vero cambio di scenario sul fronte del caldo. L'ondata in corso è la quarta della stagione, con uno zero termico arrivato a quote eccezionalmente elevate, stimato attorno ai 4.500-4.800 metri.

A preoccupare sono anche gli effetti sulla vita quotidiana. Le città devono fare i conti con il caldo persistente, mentre per agricoltori e allevatori cresce la pressione sulle risorse idriche. E sul fronte del lavoro aumenta la richiesta di misure di tutela per chi opera all'aperto nelle ore più calde.

La Uiltec torna infatti a chiedere interventi specifici per proteggere i lavoratori esposti al caldo intenso, sottolineando le difficoltà vissute nei cantieri e nelle attività all'esterno.

Un'estate da record che mostra con sempre maggiore evidenza gli effetti del cambiamento climatico: dai ghiacciai che arretrano fino alle condizioni di vita e di lavoro quotidiane, il caldo estremo non è più un'eccezione, ma una realtà con cui anche il Trentino è chiamato a confrontarsi.


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