La Fillea Cgil del Trentino torna ad attaccare la Provincia sul rischio caldo nei cantieri: "Servono ordinanze vincolanti - dice - non semplici linee guida". Il sindacato chiede da settimane lo stop nelle ore più critiche per edilizia e porfido, ma finora la risposta è arrivata solo sotto forma di indicazioni. Anche l’intervento dei Comuni di Trento e Arco, con la possibilità di iniziare prima i lavori, viene giudicato insufficiente: anche partendo alle 6.30 si arriva alle ore più calde con temperature oltre i 35 gradi. Secondo il segretario Mastrogiuseppe, senza un obbligo formale le imprese difficilmente sospendono le attività. Fillea contesta anche la posizione di Uopsal che scaricherebbe la responsabilità sulla cultura della sicurezza delle imprese e chiede ai consiglieri provinciali di verificare controlli e sospensioni adottate nei giorni di maggiore caldo. Il sindacato sottolinea infine che un’ordinanza aiuterebbe anche le aziende più attente ad accedere alla cassa integrazione per eventi meteo estremi.