Diecimila persone in tre giorni di festa, e commenti che forse in pochi si aspettavano. A Civezzano il Jungle Party, arrivato alla dodicesima edizione, accende la musica ma anche le polemiche. Da una parte i giovani di Civeyoung, che da dodici anni organizzano l’evento e portano migliaia di persone in paese. Dall’altra, le proteste di alcuni residenti per quello che sarebbe rimasto dopo le serate.
Musica fino a notte, auto parcheggiate lungo la provinciale e nei terreni, bottiglie, rifiuti e persino deiezioni lasciate lungo strade e proprietà private. L’articolo pubblicato sull’Adige venerdì 7 agosto contesta soprattutto il rumore delle notti di venerdì e sabato, giudicato insostenibile da alcuni residenti.
Ma alla voce delle proteste si è aggiunta, sui social, quella di un paese che in larga parte ha voluto difendere i suoi ragazzi. Commenti arrivati da cittadini di tutte le età, anziani compresi, hanno espresso apprezzamento e sostegno per il lavoro dei giovani volontari.
Civeyoung, attraverso un comunicato, respinge l’immagine di una festa fuori controllo. L’associazione ricorda che l’evento è autorizzato dalle autorità competenti e prevede sicurezza, assistenza sanitaria e forze dell’ordine. I volontari spiegano inoltre di occuparsi della pulizia dell’area e delle zone limitrofe e precisano che i parcheggi erano stati organizzati su terreni messi a disposizione dai proprietari.
L’associazione condanna i comportamenti scorretti dei singoli, ma chiede di non confonderli con il lavoro dei volontari. E sottolinea che il Jungle Party non è soltanto musica: ci sono sport, iniziative legate al territorio e soprattutto aggregazione.
Il valore della manifestazione e il lavoro dei giovani volontari, dicono, devono essere raccontati insieme ai disagi. Perché dietro la polemica sul rumore c’è una domanda più grande: quanto spazio c’è ancora, nei piccoli paesi, per feste capaci di riportare i giovani al centro della comunità? E a Civezzano, almeno stando alle tante voci arrivate dal paese, la risposta sembra essere chiara: quello dei ragazzi è un rumore che molti vogliono continuare a sentire.