In Val di Sole, come nel resto d’Italia, il riscaldamento climatico sta cambiando il modo di fare accoglienza. A raccontarlo sono gli operatori turistici, che spiegano come l’aumento delle temperature e l’arrivo di un pubblico sempre più internazionale, in particolare dagli Stati Uniti e dai Paesi arabi, stia imponendo nuove scelte agli albergatori. Secondo Asat, l’aria condizionata sta diventando una richiesta frequente anche in quota: ospiti abituati a vivere in ambienti desertici o molto caldi faticano a immaginare di dormire con le finestre aperte e preferiscono temperature "quasi gelide", ben al di sotto delle medie italiane. Una sfida che impone investimenti nella climatizzazione, da coniugare però con la sostenibilità e con l’identità montana delle strutture. Nn solo comfort: gli operatori segnalano anche la difficoltà nel reperire e mantenere personale qualificato. Per questo stanno nascendo progetti di formazione direttamente nei paesi di provenienza dei lavoratori, con l’obiettivo di portarli in Trentino "come scelta di vita" Un doppio fronte – clima e lavoro – che racconta un turismo in trasformazione, chiamato ad adattarsi a un mercato globale senza perdere la propria identità territoriale.