Alla Festa Acli a Storo la C di Cristiani diviene bussola per il presente e via d’uscita per il futuro. Un futuro che necessita di una rivoluzione umanista spirituale ed ecologica, che ponga al centro la vita umana e non il profitto. Le Acli Trentine rilanciano il patto per lo sviluppo con al centro la casa, l'integrazione, l'attenzione verso i giovani e la qualità del lavoro. Ma questa volta è un vero proprio appello che rompe il mantra sociale del “tutto va bene” come un sasso gettato in uno stagno. Il presidente Walter Nicoletti, chiede strette di mani, un’alleanza per recuperare le radici di una comunità responsabile, capace di autogovernarsi, per una comunità che guardi alle prossime generazioni.«Ogni euro speso in armi viene tolto al futuro dei giovani», ha detto in un passaggio del suo discorso Nicoletti ricordando le parole del vescovo Lauro Tisi a sostegno della pace, della lotta alle diseguaglianze, per l’accoglienza degli stranieri, affinché ci siano più voci contrarie al CPR e a favore di politiche di integrazione. Parole enunciate esattamente 81 anni dopo il bombardamento atomico di Nagasaki per mano degli Stati Uniti: era il 9 agosto del 1945, in pochi istanti venne cancellata la vita di 80.000 civili. «Eppure» - conclude amaramente Nicoletti - «dalla storia l’uomo non ha imparato alcuna lezione: le guerre, con il loro sacrificio umano, ambientale ed economico, sono tornate prepotentemente di attualità». La pace che è sinonimo di integrazione diviene per Acli Trentine oggi un obiettivo di civiltà.