Proseguono le indagini sul crollo avvenuto il 16 luglio nel palazzo di giustizia di Bolzano. Secondo le prime ipotesi della Procura, il cedimento potrebbe essere legato a carenze nei controlli sulla progettazione, sull’esecuzione dei lavori e sulla stabilità delle strutture interessate dall’intervento. Nel mirino degli inquirenti ci sono i lavori di sostituzione dei pilastri dell’atrio, al primo piano e al piano terra. Gli accertamenti avrebbero evidenziato il coinvolgimento di tre pilastri su quattro di una delle file interessate dai lavori, mentre il quarto sarebbe stato sostituito poco prima del crollo. Sono cinque, al momento, le persone iscritte nel registro degli indagati: il responsabile provinciale del progetto, il progettista e direttore dei lavori, due rappresentanti dell’impresa appaltatrice e il presidente della società subappaltatrice incaricata delle opere in acciaio. Per tutti l’ipotesi è di cooperazione in crollo colposo. La Procura non esclude ulteriori sviluppi. A fine luglio sono scattati sequestri e acquisizioni di materiale informatico. Cellulari, computer e hard disk saranno sottoposti a copie forensi per analizzare messaggi, e-mail e documenti relativi ai lavori. Gli investigatori hanno inoltre acquisito progetti, documentazione sugli appalti, incarichi, pagamenti e verbali delle riunioni. Gli accertamenti dovranno ora chiarire eventuali responsabilità e ricostruire con precisione la sequenza che ha portato al cedimento. Atteso anche il risultato della consulenza tecnica affidata dalla Procura all’ingegner Alessandro Contin.