Prosegue il lavoro degli oltre 80 vigili del fuoco arrivati a Spormaggiore da vari distretti della Provincia, per domare l’incendio boschivo sulle pendici del monte Bedolé, divampato lo scorso 31 luglio a causa di un fulmine.
Dalle 7.40 del 16 agosto sono entrati in azione anche due canadair del corpo nazionale, impegnati nei prelievi d’acqua sul lago di Molveno e nei successivi lanci in quota, in coordinamento con l’elicottero dei permanenti di Trento, a sua volta rifornito da nove autobotti che portano acqua nel bacino della Malga Prà di Giovo.
L’ispettore del distretto vigili del fuoco di Mezzolombardo, Umberto Meneghini, riferisce che i due canadair hanno eseguito in mattinata 21 rotazioni. Sono momentaneamente ferme le operazioni tagliafuoco dei 30 pompieri impegnati sul fronte. Manovre che riprenderanno una volta terminate le precipitazioni in corso, utili ad accelerare lo spegnimento del rogo.
Dalla centrale operativa allestita in zona Priori, a Cavedago, Meneghini parla comunque di situazione tornata sotto controllo, ma che dovrà essere attenzionata ancora nei prossimi giorni, almeno fino al sopraggiungere di piogge abbondanti sull’area interessata dalle fiamme.
Alessandro Penzi, sindaco di Spormaggiore, ha disposto un’ordinanza in accordo con il primo cittadino di Cavedago, Corrado Viola, con la quale è stato vietato il transito sulle strade forestali della zona, anche a piedi e in bicicletta.
L’obiettivo del provvedimento è tenere distanti turisti e curiosi e lasciare il più possibile i percorsi liberi, per non intralciare il passaggio dei mezzi di soccorso e dei vigili del fuoco.