Il raduno neonazista in Trentino, previsto dal 3 al 6 settembre, arriva sul tavolo del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. La prefetta Isabella Fusiello riunirà questore Nicola Zupo e Digos per definire le misure necessarie. Il raduno, secondo le indiscrezioni, si terrà a Pietramurata, anche se non si tratta ancora del luogo ufficiale dell’evento. I numeri delle precedenti edizioni spiegano il livello di attenzione: circa 1.200 partecipanti nel 2001 e quasi 2.000 in un’altra edizione. Gli organizzatori, i Veneto Fronte Skinheads, sono un gruppo dell’estrema destra nato negli anni Ottanta e legato alla scena naziskin, alla propaganda razzista e antisemita e all’organizzazione di concerti e raduni dell’estrema destra. L’appuntamento, dal titolo “Ritorno a Camelot”, dovrebbe richiamare militanti da diversi Paesi europei e durare quattro giorni. La gestione della sicurezza si intreccia inoltre con l’arrivo a Trento del presidente Sergio Mattarella, atteso nella Giornata dell’Autonomia, il 5 settembre al Teatro Sociale per gli 80 anni dell’accordo di Parigi. L’obiettivo è prevenire criticità legate agli arrivi, alla sicurezza dell’area e a possibili tensioni. Sul caso è intervenuto anche Angelo Bonelli, che ha presentato un’interrogazione al ministro Matteo Piantedosi chiedendo di fermare il raduno. "Non si tratta di un evento folkloristico né di libera espressione – ha dichiarato - è la messa in scena organizzata di ideologie che la nostra Costituzione ripudia esplicitamente". Le autorità possono comunque intervenire quando emergano reati, come propaganda e apologia del fascismo, ricostituzione del partito fascista o istigazione all’odio e alla discriminazione.