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Raduno neonazista “Ritorno a Camelot", istituzioni: “Nessuno spazio all'odio"

Giovedì 27 Agosto - 17:30

Un raduno che richiama ideologie neonaziste, razziste, antisemite e neofasciste. Un appuntamento che pone una questione politica e democratica molto chiara: quanto spazio può essere concesso a chi richiama ideologie che hanno prodotto dittatura, persecuzioni e violenza e che sono incompatibili con i principi della Repubblica italiana?

È il caso di “Ritorno a Camelot”, il raduno che potrebbe portare in Trentino gruppi dell’estrema destra neonazista provenienti da tutta Europa.

Una location ancora non è stata confermata. Il Commissariato del Governo sta monitorando la situazione e raccogliendo informazioni, in vista di un possibile Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Sul caso la Provincia autonoma di Trento, attraverso il presidente Maurizio Fugatti, ribadisce «piena fiducia e collaborazione con le autorità dello Stato e con le forze dell’ordine», sotto il coordinamento del Commissariato del Governo, per le valutazioni sul raduno e sulla sua gestione. Fugatti sottolinea inoltre che il Trentino «si riconosce nei valori della Repubblica e dell’Autonomia», che saranno celebrati il 5 settembre per gli 80 anni dell’Autonomia.

La deputata del Partito Democratico Sara Ferrari, si appella alle istituzioni trentine: «Non autorizzino alcuna manifestazione apertamente antidemocratica». Ferrari richiama i divieti previsti dall’ordinamento italiano in materia di propaganda fascista, incitamento all’odio e discriminazione, chiedendo alle istituzioni di verificare con attenzione ogni possibile violazione della legge.

Netta anche la posizione di Lucia Coppola, di Alleanza Verdi e Sinistra, che parla di un’iniziativa che pesca nei «peggiori rigurgiti antidemocratici dell’estrema destra».

Il tema, dunque, non è soltanto quello dell’ordine pubblico. È anche quello dei valori sui quali si fonda la Repubblica. La libertà di manifestare non può diventare un alibi per normalizzare razzismo, antisemitismo, neonazismo e odio politico.

Ora saranno le autorità competenti a valutare natura, contenuti e modalità dell’eventuale iniziativa. Ma il messaggio politico delle opposizioni è netto: il Trentino non vuole diventare una vetrina per chi porta nel dibattito pubblico ideologie che negano i principi democratici e la dignità delle persone.


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