Quattro sì della maggioranza e tre astensioni dell’opposizione sono bastate alla Quarta commissione permanente del Consiglio provinciale per dare il via libera alla riforma dell’Icef, l’indicatore che misura la condizione economica delle famiglie trentine per l’accesso ai contributi pubblici. Le novità introdotte su proposta dal vicepresidente della giunta provinciale Achille Spinelli, riguardano la distinzione tra patrimonio finanziario e immobiliare, e l’innalzamento da cinque a seimila euro del tetto delle deduzioni fiscali sul reddito.
Se da un lato l’opposizione ha definito la riforma “non peggiorativa per le famiglie”, aspre critiche piovono invece da parte di Cgil, Cisl e Uil. In una nota le tre sigle sindacali affermano che le modifiche finiranno per premiare solo chi gode di migliori condizioni economiche sul fronte patrimoniale e le partite Iva. A scapito di circa 20mila nuclei familiari. Sempre secondo la parte sindacale, la riforma rischierebbe di penalizzare soprattutto le donne: "L'aumento delle deduzioni andrà a vantaggio solo degli uomini, perché solo sopra i 25mila euro ci sarà un beneficio. Ma una donna in Trentino una donna guadagna in media 18mila euro lordi all'anno", ha dichiarato ai microfoni di Trentino Tv il SDegretario generale della CGIL trentina Andrea Grosselli. Da qui la decisione di fare appello al Consiglio delle Autonomie Locali, per spingere i singoli comuni a introdurre dei correttivi in aiuto alle famiglie.